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I Rosati tra storia e leggende

Grazie ad un intenso lavoro di wine marketing territoriale, la Puglia è oggi riconosciuta come leader incontrastata per la produzione di qualità dei Rosati.

Dalla Daunia al Salento, dalla costa all’entroterra, il ‘tacco d’Italia’ produce la maggior parte del vino rosato nazionale, contribuendo a promuovere l’eccellenza enologica italiana e gratificando i palati di tutto il mondo.

Il Vino Rosato è ormai uno stile di vita made in Puglia, delle sue origini però si hanno solo storie e leggende, la più accreditata è quella che ha come protagonista principale un prete che abitava sulle rive del Lago di Garda in un piccolissimo villaggio. Si cibava principalmente dei frutti della terra, qualche oliva e verdura. Troppo pigro per coltivare in modo decente il piccolo orto della chiesa, in un primo momento fu preso in custodia dagli abitanti del villaggio che gli donavano cibo e soprattutto il vino, il quale non doveva mancare mai per via delle funzioni religiose.

Ma il vino aveva un costo che i suoi compaesani non vollero più sostenere, così lasciarono il prete da solo a provvedere al suo sostentamento e a quello della chiesa. Egli approfittò della vendemmia dove l’uva vendemmiata si versava sui tini che a loro volta erano posti in grandi carri. Dopo aver pigiato l’uva, arrivata la sera, i carri venivano riposti nell’aia padronale dove iniziava la fermentazione del mosto. Ed è proprio in questa fase che il nostro simpatico prete studiò il suo stratagemma. Nascostosi sotto un carro, riuscì a bucare un tino e riempì un recipiente di un vino che era rimasto troppo poco a contatto con le bucce e che non aveva iniziato la fermentazione. Quindi il vino che ne venne fuori non era rosso, ma neanche bianco. Il colore fu una via di mezzo, un rosato. Grazie alla sua azione furtiva, il prete sul Lago di Garda creò il vino rosato.

Simpatica storiella, probabilmente con origini fondate, ma una delle storie certe è quella del primo vino rosato pugliese, il Five Roses che nasce durante la seconda guerra mondiale, nel 1943, è il primo vino rosato dell’azienda Leone De Castris, imbottigliato ancora oggi a Salice Salentino e ottenuto da 90% Negroamaro e 10% Malvasia Nera. È uno dei rosati più conosciuti in Italia e all’estero.

Ė proprio il carattere deciso ma non arrogante a fare del rosato un vino particolarmente legato al territorio pugliese, i cui vitigni rendono questi vini dei prodotti caratteristici e originali, specie se in interazione con gli ambienti nei quali si sono affermati.

Di seguito i maggiori vitigni usati per la produzione del rosato in Puglia:

  • Negroamaro
  • Malvasia Nera di Brindisi e Lecce
  • Primitivo
  • Bombino Nero
  • Uva di Troia
  • Sangiovese
  • Montepulciano
  • Aglianico
  • Alealitico
  • Pinot Nero

Un viaggio tra colori, odori e sapori dove il rosa primeggia con tutte le sue meravigliose sfumature.

 

 



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